Nuova Riveduta 2006
1In quel giorno Gesù, uscito di casa, si mise a sedere presso il mare; 2e una grande folla si radunò intorno a lui; cosicché egli, salito su una barca, vi sedette; e tutta la folla stava sulla riva. 3Egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo:
"Il seminatore uscì a seminare.
4Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono. 5Un'altra cadde in luoghi rocciosi dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; 6ma, levatosi il sole, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. 7Un'altra cadde tra le spine; e le spine crebbero e la soffocarono. 8Un'altra cadde nella buona terra e portò frutto, dando il cento, il sessanta, il trenta per uno. 9Chi ha orecchi oda".
10Allora i discepoli si avvicinarono e gli dissero: "Perché parli loro in parabole?" 11Egli rispose loro: "Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato. 12Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha. 13Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono. 14E si adempie in loro la profezia d'Isaia che dice:
"Udrete con i vostri orecchi e non comprenderete;
guarderete con i vostri occhi e non vedrete;
15perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile:
sono diventati duri d'orecchi e hanno chiuso gli occhi,
per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire con gli orecchi,
e di comprendere con il cuore
e di convertirsi, perché io li guarisca
".
16Ma beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono! 17In verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e udire le cose che voi udite, e non le udirono.
18"Voi dunque ascoltate che cosa significhi la parabola del seminatore! 19Tutte le volte che uno ode la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e porta via quello che è stato seminato nel cuore di lui: questi è colui che ha ricevuto il seme lungo la strada. 20Quello che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi, è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia, 21però non ha radice in sé ed è di corta durata; e quando giunge la tribolazione o persecuzione a motivo della parola, è subito sviato. 22Quello che ha ricevuto il seme tra le spine è colui che ode la parola; poi gli impegni mondani e l'inganno delle ricchezze soffocano la parola che rimane infruttuosa. 23Ma quello che ha ricevuto il seme in terra buona è colui che ode la parola e la comprende; egli porta del frutto e, così, l'uno rende il cento, l'altro il sessanta e l'altro il trenta".
24Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. 25Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò. 26Quando l'erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie. 27E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: "Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?" 28Egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo". I servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a coglierla?" 29Ma egli rispose: "No, affinché, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano. 30Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mietitura, dirò ai mietitori: 'Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio'"".
31Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo prende e semina nel suo campo. 32Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quand'è cresciuto, è maggiore degli ortaggi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami".
33Disse loro un'altra parabola: "Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata".
34Tutte queste cose disse Gesù in parabole alle folle e senza parabole non diceva loro nulla, 35affinché si adempisse quello che era stato detto per mezzo del profeta:
"Aprirò in parabole la mia bocca; proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo".
36Allora Gesù, lasciate le folle, tornò a casa; e i suoi discepoli gli si avvicinarono, dicendo: "Spiegaci la parabola delle zizzanie nel campo". 37Egli rispose loro: "Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo; 38il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; le zizzanie sono i figli del maligno; 39il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell'età presente; i mietitori sono angeli. 40Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano con il fuoco, così avverrà alla fine dell'età presente. 41Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono l'iniquità, 42e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti. 43Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi oda.
44"Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.
45"Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di belle perle; 46e, trovata una perla di gran valore, se n'è andato, ha venduto tutto quello che aveva, e l'ha comperata.
47"Il regno dei cieli è anche simile a una rete che, gettata in mare, ha raccolto ogni genere di pesci; 48quando è piena, i pescatori la traggono a riva, poi si mettono a sedere e raccolgono il buono in vasi, e buttano via quello che non vale nulla. 49Così avverrà alla fine dell'età presente. Verranno gli angeli, e separeranno i malvagi dai giusti 50e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.
51Avete capito tutte queste cose?" Essi risposero: "Sì".
52Allora disse loro: "Per questo, ogni scriba che diventa un discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa il quale tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie".
53Quando Gesù ebbe finito queste parabole, partì di là. 54Recatosi nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga, così che stupivano e dicevano: "Da dove gli vengono tanta sapienza e queste opere potenti? 55Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56E le sue sorelle non sono tutte tra di noi? Da dove gli vengono tutte queste cose?" 57E si scandalizzavano a causa di lui.
Ma Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato che nella sua patria e in casa sua".
58E lì, a causa della loro incredulità, non fece molte opere potenti.